Come prescrivere esercizi da fare a casa ai pazienti | Physitrack

Come prescrivere esercizi da fare a casa ai pazienti: una guida pratica per i medici
La maggior parte dei risultati della riabilitazione si ottiene tra un appuntamento e l’altro. Il programma domiciliare è fondamentale, eppure la prescrizione degli esercizi è spesso la parte meno strutturata della visita: qualche esercizio scelto alla fine, un foglio fotocopiato e un po’ di speranza. Le ricerche sull’aderenza agli esercizi a casa evidenziano costantemente che una grande percentuale di pazienti non esegue il programma come prescritto, e gran parte di questo divario è riconducibile al modo in cui il programma è stato prescritto, non al paziente stesso. Questa guida illustra un processo pratico di prescrizione che potete seguire negli ultimi dieci minuti di una visita.
Parti dall'obiettivo, non dall'esercizio
Un programma basato sulla domanda “Cosa deve essere in grado di fare questo paziente?” è migliore di uno basato su “Quali esercizi curano questa patologia?”. Concordate uno o due obiettivi funzionali espressi con le parole del paziente stesso – salire le scale di casa, tornare a giocare a calcetto, sollevare un nipotino – e selezionate ogni esercizio in base a questi. Questo ha un duplice vantaggio: la selezione risulta più mirata e il paziente capisce il motivo di ogni esercizio, il che rappresenta uno dei fattori più determinanti per l’aderenza al programma.
Assicurati che il programma sia abbastanza breve da poter essere realizzato
L’errore più comune nella prescrizione riguarda il volume. Un programma che il paziente porta a termine è preferibile a uno completo che viene abbandonato. Da due a quattro esercizi rappresentano un punto di partenza ragionevole per la maggior parte dei pazienti; si dovrebbe ampliare il programma solo una volta che si è consolidata l’abitudine. Se dal punto di vista clinico è davvero necessario includere più elementi, è meglio distribuirli nell’arco dell’intero percorso terapeutico, anziché concentrarli tutti nella prima settimana.
Prescrivi il dosaggio con convinzione
"Tre serie da dieci, due volte al giorno" dovrebbe essere una decisione clinica, non un'abitudine. Stabilite con attenzione il carico, le serie, le ripetizioni, la frequenza e i criteri di progressione – e registrateli, in modo che il prossimo medico che visiterà il paziente sappia cosa è stato effettivamente prescritto. Un dosaggio vago mina inoltre la fiducia del paziente: una prescrizione precisa indica che il programma è un trattamento, non un compito a casa.
Insegnaglielo di nuovo prima che se ne vadano
I pazienti dimenticano quasi immediatamente gran parte delle istruzioni verbali e ricordano in modo errato parte di ciò che rimane. La soluzione richiede tre minuti: chiedere al paziente di eseguire ogni esercizio una volta davanti a voi, correggere ciò che deve essere corretto e chiedergli di ripetere il dosaggio con parole sue. Ciò che supera la prova di ripetizione rimarrà impresso per tutta la settimana.
Scegli la modalità di somministrazione per il paziente che hai davanti
Il formato fa parte della prescrizione. Alcuni pazienti ottengono risultati migliori con un foglio stampato con gli esercizi; molti altri ottengono risultati migliori con un video sul proprio telefono, dove ogni movimento può essere riprodotto più volte anziché dover essere memorizzato. La distribuzione digitale tramite una piattaforma di prescrizione degli esercizi aggiunge ciò che la carta non può offrire: video dimostrativi per ogni esercizio, promemoria e una registrazione di ciò che è stato effettivamente eseguito, che viene inviata direttamente a voi anziché finire in un cassetto. Adattate il formato all’età del paziente, alla sua dimestichezza con la tecnologia e alla sua situazione domestica – e chiedete, anziché dare per scontato.
Concentrarsi sul programma, non solo sulla condizione
Durante la valutazione, chiedete informazioni specifiche sul programma: quali esercizi sono stati eseguiti, quali no e cosa ha ostacolato l’esecuzione. La mancata aderenza è un’informazione clinica – dolore, confusione, mancanza di tempo o un programma non compatibile con la routine quotidiana della persona – e ogni causa richiede una soluzione diversa. Quando utilizzate uno strumento di monitoraggio dell’aderenza, esaminate i dati insieme al paziente anziché limitandovi a esporli: la conversazione è l’intervento stesso.
Vai avanti e dì addio con determinazione
Un programma statico insegna ai pazienti che non ha importanza. Aumenta gradualmente il carico o la difficoltà in base ai criteri stabiliti al momento della prescrizione, elimina gli esercizi che hanno esaurito la loro funzione e, al momento della dimissione, affida al paziente un programma di mantenimento e criteri chiari per un eventuale ritorno. L'ultima prescrizione dell'intero percorso è quella che il paziente seguirà più a lungo.
