Guida

Parametri dell'esercizio in terapia fisica

Primo piano di una rastrelliera di manubri in una palestra con lo sfondo sfocato

Questi parametri influenzano gli adattamenti fisiologici, neuromuscolari e psicologici e sono fondamentali per creare programmi di riabilitazione personalizzati e basati sull'evidenza.

È necessario manipolare i parametri?

La regolazione delle variabili di allenamento consente di:

  • Stimolano il sovraccarico progressivo e l'aumento della forza, rendendo i pazienti più forti e più capaci fisicamente,
  • Facilitare l'adattamento dei tessuti (ad esempio, il rimodellamento dei tendini),
  • Alleviare il dolore e migliorare il movimento funzionale,
  • Controllare l'intensità dell'esercizio e monitorare i progressi,
  • Adattare i programmi in base alle esigenze specifiche della patologia (ad esempio, tendinopatia).

Parametri di esercizio da conoscere

Tipo di azione muscolare

  • Concentrico: Il muscolo si accorcia,
  • Eccentrico: Il muscolo si allunga,
  • Isometrico: Il muscolo si contrae senza movimento (mantenimento),
  • Dinamico: Combina azioni concentriche ed eccentriche.

Carico/Resistenza

  • Definito dal peso (kg) o dalla % di 1-RM (ripetizione massima),
  • I carichi pesanti (>60% 1-RM) sviluppano la forza, mentre i carichi moderati o leggeri fino al cedimento possono migliorare l'ipertrofia (costruzione di muscoli).

Il carico è il motore principale dell'adattamento dei muscoli e dei tendini!

Insiemi e ripetizioni

Questi due fattori sono fondamentali per calcolare il volume di allenamento. Un numero maggiore di ripetizioni favorisce generalmente l’ipertrofia; un numero minore di ripetizioni con carichi elevati favorisce la forza, ma ricordate che questi parametri devono essere personalizzati! Non fate cadere il vostro paziente in un circolo vizioso di 3x8 o 3x12 solo perché l’avete visto da qualche parte sui social media. Adattate il numero di serie e ripetizioni a ogni singolo individuo per ottenere i migliori risultati possibili.

Range di movimento (ROM)

Il ROM completo attiva più muscoli e può produrre risultati superiori in termini di forza e ipertrofia, mentre il ROM parziale può essere giustificato durante la riabilitazione precoce o per l'isolamento.

Tempo sotto tensione (TUT) e velocità di esecuzione

Un aumento più graduale del ritmo (TUT) influisce sullo stress metabolico e meccanico. Tuttavia, se si desidera aumentare la potenza e l’ipertrofia, è possibile utilizzare velocità più elevate nell’allenamento dei propri pazienti.

Intervalli di riposo

Di solito, i periodi di riposo più lunghi (1-2+ minuti) favoriscono la produzione di forza e il recupero e sono utilizzati durante gli allenamenti di potenza o le sessioni isometriche. Nel frattempo, i riposi brevi possono aumentare lo stress metabolico, utili in alcuni programmi di ipertrofia o negli allenamenti tabata in cui l'obiettivo è quello di aumentare le capacità cardiache.

Un fattore importante durante la sessione di esercizio, spesso trascurato, è l'attenzione. Per attenzione intendiamo la concentrazione interna ed esterna durante l'esecuzione di un esercizio:

  • La concentrazione interna (pensare al muscolo) può migliorare l'attivazione muscolare,
  • La concentrazione esterna (pensare al compito) può migliorare l'efficienza del movimento e la produzione di forza.

Valutazione dello sforzo percepito (RPE)

Che cos'è l'RPE?

L'RPE è la percezione dello sforzo, della fatica e dell'affaticamento provati durante l'attività fisica. Riflette un'interazione psicosomatica, ovvero l'interpretazione da parte del cervello dello sforzo fisiologico (affaticamento muscolare, mancanza di respiro, senso di oppressione al petto, ecc.).

Infografica intitolata “Tipi di RPE” che mette a confronto l’RPE tradizionale (misurato dopo ogni serie o esercizio) con l’RPE di sessione (misurato 30 minuti dopo l’allenamento come punteggio globale unico).
Differenze tra RPE tradizionale e RPE di sessione.

Perché usare l'RPE in terapia fisica?

  • Un metodo accessibile e a basso costo per monitorare e regolare l'intensità
  • Aiuta a prevenire il sovrallenamento o la sotto-stimolazione
  • Migliora la comunicazione e supporta l 'aderenza all'esercizio
  • Particolarmente utile negli adulti anziani e nelle popolazioni cliniche
Infografica intitolata “Come utilizzare la scala RPE” che mostra un cursore da 0 a 10, che va da “Nessuno sforzo” a “Sforzo massimo”.
La scala da 0 a 10 è quella più diffusa e si basa sulle esperienze passate dell'individuo relative a livelli di sforzo bassi e alti.

Rilevanza fisiologica dell'RPE

L'RPE è fortemente correlato con:

  • Frequenza cardiaca
  • Livelli di lattato
  • Concentrazioni di cortisolo

Ad esempio, le azioni eccentriche possono sembrare meno difficili di quelle concentriche a parità di carico di lavoro, ma possono generare forze più elevate e sollecitare maggiormente i tessuti. Con il tempo, si può notare che lo stesso allenamento provoca un RPE più basso del normale, il che può significare che l'allenamento o alcuni esercizi dovrebbero essere migliorati. Può anche verificarsi la situazione opposta: improvvisamente lo stesso allenamento può diventare una grande sfida per il paziente. Questo può indicare che sarà necessario un regresso o che ci sono altri fattori che influenzano il valore dell'RPE (stress nella vita quotidiana, insonnia, malattie croniche, ecc.) Pertanto, vale la pena di utilizzare una scala così semplice nella pratica per osservare il paziente e cercare di adattare i carichi alla sua condizione attuale.

Una programmazione fisioterapica efficace richiede personalizzazione e strumenti di feedback. Manipolando i parametri dell'esercizio, tra cui il tipo di contrazione, il carico, il riposo, il volume, la durata e le indicazioni di attenzione, e utilizzando strumenti come l'RPE, è possibile garantire che gli esercizi siano adeguatamente intensi, efficaci e incentrati sul paziente.

La comprensione e l'attuazione di questi concetti favorisce il carico progressivo, la riduzione del dolore e il recupero funzionale, rispettando la tolleranza del paziente e promuovendo l'adesione a lungo termine!

Monika Chmiel
Responsabile dei contenuti clinici